Chef
Ha lavorato a Venezia, Cortina, Carloforte, Berlino. A Parma da Romani e come stagista alla Greppia con Paola Cavazzini. Ad Iseo, nella cucina del ristorante Il Volto di Vittorio Fusari, ha conosciuto Diego, l’altro cuoco di cortex. Dieci anni spesi a Londra collaborando con Giorgio Locatelli.
Chef
Ha iniziato a lavorare nel mondo dell'ospitalità-ristorazione da quando aveva 13 anni. Sempre con la valigia in mano, è passato da hotel a 4 o 5 stelle fino a ristoranti riconosciuti a livello internazionale. Ha lavorato a Cortina d'Ampezzo, Certaldo, Brescia, Pescara, Madonna di Campiglio, Novara, Iseo, Collebeato, Londra.
Sous-Chef
Ha conosciuto Simone nella cucina del Metropolitan Hotel di Londra. Dopo qualche anno si sono sposati. Nella stessa città ha lavorato presso Nobu.
Oste
A 19 anni dopo il diploma, ha trovato il suo primo impiego come cameriera in un pub-pizzeria. Negli anni dell’università ha sempre lavorato in sala durante le estati e nei fine settimana. Nell’estate del 2000 a Londra al Trobadour Restaurant. È laureata in Lingue e Letterature Straniere ed ha lavorato in uffici commerciali locali e multinazionali. Nell’ultimo anno e mezzo prima di cortex ha lavorato come barista a Parma.
Art director e fermentatore
Design, fotografia, nuovi linguaggi e fermentazioni.
Mixologist
Cuoca
Cortex è un posto dove poter cenare o pranzare, sedersi al bancone per bere un cocktail o una birra, oppure consumare un piatto veloce.
Uno spazio dove “stare” in modo confortevole, adiacente agli Orti di San Giovanni, due passi dietro al Duomo di Parma. Come bistrot, pone massima attenzione all’accoglienza e alla preparazione gastronomica: atmosfera rilassata senza la rigidità dell’alta ristorazione; consumo informale di cibi e bevande in uno spazio “bar”; cucina inventiva e allo stato dell’arte della tecnica e della scienza culinaria; prezzi abbordabili.
Il menu cambia periodicamente su base stagionale, o sull’impulso della disponibilità delle scorte e delle scoperte nell’ambito delle materie prime, selezionate con cura sul territorio, ricercando il contatto diretto con chi le produce e dimostra uno spirito affine, per condivisione di storie e filosofie personali. È diviso in proposta del pranzo, completo o scomponibile in primo e secondo a scelta, oppure in menu alla carta, con portate sempre disponibili anche alla sera.
Una speciale proposta di cortex sono le “mezze porzioni” (o small eats): quantità ridotte del medesimo piatto ad un prezzo altrettanto ridotto, che possono essere combinate insieme in modo da sommare più scelte nell’ambito del medesimo pasto, per facilitarne assaggi e condivisioni, oppure ordinate e consumate come aperitivo nella “sala bar”.
Il motto di cortex infine è… strati sensoriali. Non tanto perché sia ‘cucina sensoriale’: ogni preparazione culinaria lo è e guai se non lo fosse! (soprattutto in un’epoca di perdita diffusa del valore organolettico d’ingredienti e cibi)… piuttosto lo slogan vuole porre l’accento sulla composizione del piatto e sul suo “ritorno” in gusto e appagamento. Giustapposizione e contrapposizione di sapori e sentori, consistenze e persistenze, tessiture e cedevolezze, aromi terrigni, agrodolci, sapidi, tenui, aggraziati, più forti, delicati, in sottofondo e in primo piano, in armonia e in leggiadra dissonanza… Insomma la tensione di cortex è sempre quella della sorpresa, della scoperta e dell’esperienza! Non vi rimane che assaggiare direttamente.
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